Illamasqua ed i suoi famossissimi blush !!!

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Buongiorno care amiche

Oggi parleremo di Illamasqua , un marchio che sin dal suo esordio nel 2008 ha senza dubbio occupato le scene londinesi grazie alle sue influenze dark della Berlino del 1920 e a quelle del make up cinematografico e teatrale. Marchio originale, creativo, controtendenza , debutta a sorpresa direttamente a Selfridges, i grandi magazzini londinesi di Oxford Street…nessun marchio prima di questo era riuscito in un debutto tanto prestigioso.

Ormai viene venduto negli USA, in Europa (nei 3 negozi monomarca di Londra , Liverpool, Leeds ) e dal 2011 persino in Croazia ; inoltre si vende in Australia e nel sud est asiatico (attraverso le catene di grandi magazzini Bloomingdales and Harvey Nichols).

Nel 2011 Illmasqua è stata insignita del premio CoolBrands® assegnato a marchi famosi quali Prada, Manolo Blahnik, Apple and Dazed & Confused .

Oggi voglio mostravi una veloce carellata di alcuni dei più   famosi blusher Illamasqua nelle tre versioni in crema , in polvere o con formula velvet ; Il costo è di 21.50 sterline ma Vi assicuro li vale tutti!!

 Cream Blusher

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Faceandbody_CreamBlusher_Libido_1

Faceandbody_CreamBlusher_Libido

Faceandbody_CreamBlusher_Lies_1

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Faceandbody_CreamBlusher_Promise_1

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Faceandbody_CreamBlusher_Zygomatic

Powder Blusher

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Faceandbody_PowderBlusher_Chased

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Faceandbody_PowderBlusher_NakedRose_1

Faceandbody_PowderBlusher_NakedRose

Faceandbody_PowderBlusher_Nymph_1

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Faceandbody_PowderBlusher_Tweak

Velvet Blusher

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Faceandbody_VelvetBlusher_Flirtatious_1

Faceandbody_VelvetBlusher_Flirtatious

Faceandbody_VelvetBlusher_Peaked_1

Faceandbody_VelvetBlusher_Peaked

I miei preferiti?

  •  Per la linea Cream Blusher: il colore Promise, un color malva chiaro
  • Per la linea Powder Blusher: il colore Chased, un color malva più intenso del precedente, adattissimo a questo Autunno appena iniziato
  • Per la linea Velvet Blusher: il colore Nymph, rosa antico delicatissimo, molto bello sulle pelli più chiare

Ed i Vostri quali sono ?

Li avete mai provati? Considerate che Illamasqua spedisce a livello internazionale tramite il suo sito : http://www.illamasqua.com/customer-services/delivery/international/

Vi lascio anche una foto del team di lavoro di Illamasqua, con Alex Box in qualità di Direttore Creativo :

art-team-group-shot-2014-ck100614Un abbraccio ragazze .

Qui sotto troverete tutti i contatti alla mia rete sociale, non dimenticate di lasciarmi un Vs commento o semplicemente cliccate sul tasto  MI PIACE che troverete alla fine dell’articolo se avete trovato il post di Vs interesse, grazie

 

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  1. Grazie a te (al tuo blog peraltro così gradevolmente variopinto) ho imparato la parola blush.
    Sempre grazie a te, ho alzato il livello del mio sguardo sulle ragazze in metropolitana.
    Sì, è grazie a te che da un po’ di tempo ho incominciato a guardarle non soltanto… insomma ora ne ho scoperto il viso 🙂

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  2. Ciao Guido
    Bentornato ! 🙂
    Grazie innanzitutto per la nota sul termine blush; fino a pochi anni fa l’unico termine noto per indicare il colore in polvere che poteva ravvivare, più o meno naturalmente, le gote delle fanciulle era il termine fard; la presenza di un termine francese indicava chiaramente la supremazia dei vicini d’oltralpe e delle loro grandi case cosmetiche (Givenchy, Lancome, Dior, Chanel etc) .
    Improvvisamente il termine blush lo ha completamente soppiantato e la tecnologia ha permesso di immettere sul mercato nuove texture, per cui si è passati dalla polvere alla crema.
    Ricordo ancora quando io stessa mi chiesi cosa volesse dire blush ….esattamente la stessa cosa che indicava il fard …ma improvvisamente mi resi conto che il mondo anglosassone aveva ormai preso il sopravvento su quello francese anche in questo ambito.
    Mi fa piacere inoltre sapere che il nostro sguardo si faccia meno distratto e disinteressato nei luoghi pubblici; dietro la frivolezza di un rossetto o di un naso incipriato, spesso si nasconde una lotta quotidiana per mantenere quel po’ di femminilità che , ahimè l’emancipazione , in molti casi ci ha tolto.
    Spero di risentirti presto, i Tuoi commenti sono sempre stimolanti e divertenti.
    Un abbraccio e buon week end
    Francesca

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    • Ollalà, la tua va oltre i termini usuali di una risposta per assumere la nobiltà di una “lectio magistralis”.
      Estraneo totalmente alle intimità del boudoir, tanto da evitare nelle storie che scrivo, particolari
      e situazioni che una scrittrice avrebbe ben più note – mai avrei immaginato – nel buttare là la battuta “blush” – le relative vicende sottostanti. E scopro un mondo, anzi più mondi in uno: industria (perchè pur di fabbriche si parla), marketing, trend che vanno oltre all’evoluzione (o involuzione) dei costumi e del personale quotidiano.
      Mi inchino alla tua generosità di risposta, e alla prosa, lucida e scorrevole ed esauriente. Analitica e spigliata nel contempo.
      Meravigliato di me stesso, di ritrovarmi in siti per me così “esotici”, contraccambio l’abbraccio.

      Il cane in chiesa.

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      • Di nuovo buongiorno Guido , troppo buono come sempre nel definire la mia una “lectio magistralis”.
        Come tu stesso dici il boudoir e più anticamente luoghi analoghi di ritiro ed incontro privato delle Donne sono luoghi estremamente intimi ma nel contempo luoghi ove si evolve /involve il costume di un popolo, luogo di confronto, di dialogo, di piccoli intrighi o trame più profonde.
        Oggi il boudoir è ahimè meno intimo e privato, si sposta sul web che per certi aspetti ha reso il confronto più trasversale…con un click si va al di là del genere (il tuo caso lo dimostra) ed improvvisamente un uomo entra nelle stanze private femminili…con un click si va al di là delle età , dei livelli sociali e di istruzioni e persino dei confini culturali e geografici (con un minimo di conoscenza delle lingue ci si può confrontare con Donne di tutto il mondo, con le tendenze ed i mercati che ci circondano… …passando dal consumismo compulsivo delle donne Nordamericano alle piccole gioie dei primi acquisti femminili del Centro/Sud America 🙂 , alle tendenze vegan della Donna Europea moderna…insomma un crogiuolo esperienziale…senza coperchio!!!
        Mi piace la tua definizione di questi siti come “esotici”. Racchiude tutto il tuo fanciullesco stupore 🙂
        Ancora un abbraccio
        Bau!! 🙂

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      • Non posso liquidare questo appassionato (sempre magistrale) ultimo commento con un banale e semplice “Mi piace”.
        Non posso esimermi dall’affermare che continuo ad erudirmi. Con tutte le premesse – lo sento – di un’avventura in un particolare segmento, di cui questi non sono che gli inizi.
        Il cane in chiesa (che ci si trova molto bene) 🙂

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